Glossario
Fonte: il blog di Antonio Carrassi
A
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B
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C
Calcio
La parola carie deriva dal latino carious che significa “decadente", “marcio". La carie dentale è una malattia dei tessuti duri del dente (smalto, dentina, cemento) che origina dalla superficie del dente e si estende in profondità fino a raggiungere la polpa. La carie è definita una malattia ad eziologia multifattoriale e i fattori maggiormente responsabili della formazione di una carie sono i batteri che vivono normalmente all’interno della bocca di tutti gli individui, una dieta particolarmente ricca di zuccheri e alcuni fattori propri dell’individuo ospite (forma dei denti, saliva, stato di salute). All’inizio la carie può non dare sintomi, ma con la progressione della lesione cariosa attraverso la dentina possono comparire sensibilità e/o dolore a stimoli fisici (caldo e freddo) e chimici (zuccheri). Se la carie non viene rimossa raggiunge la polpa del dente (pulpite) con la comparsa di un dolore spontaneo, diffuso e molto intenso che talvolta può essere accompagnato da gonfiore della gengiva e anche della faccia (ascesso dentale). La terapia della carie consiste nella rimozione del tessuto malato, mentre la prevenzione si basa su una corretta igiene orale, impiego di dentifrici ad alto contenuto di fluoro e una corretta alimentazione.
Cisti
La parola cisti deriva dal greco kystis che significa “vescica”, “sacco”. Una cisti è una cavità o sacco chiuso rivestita da epitelio che contiene un materiale liquido o semisolido. Le cisti possono essere riscontrate in qualunque parte del corpo. In bocca vengono classificate in cisti odontogene e non odontogene. Le cisti odontogene sono le più comuni e possono essere presenti alla nascita, possono essere la complicanza dell’eruzione di un dente (cisti eruttiva) o possono osservarsi nel soggetto adulto come complicanza di un processo infiammatorio a carico di un dente (cisti radicolare). Una cisti può non dare sintomi oppure essere associata a problemi dentari come la mancata eruzione di un dente, denti storti o denti con polpa necrotica. Il trattamento consiste nell’asportazione chirurgica seguita da esame istologico.
Colluttorio
È una soluzione da usare per sciacqui senza ingerire. Il collutorio può essere considerato un veicolo per portare a contatto della superficie dei denti e dei tessuti di rivestimento della bocca alcune sostanze attive. Esistono numerosi tipi di collutorio diversi tra di loro non solo per il colore e il sapore, ma soprattutto per il tipo di sostanza attiva che contengono: fluoro, sostanze antimicrobiche e antinfiammatorie.
Consenso informato
Per la legge italiana la liceità di qualunque procedura sanitaria necessita di un consenso da parte della persona direttamente coinvolta. Per tale motivo il medico è tenuto a spiegare al paziente le procedure diagnostiche e/o terapeutiche al paziente ed ottenere dal medesimo l’approvazione a procedere con la somministrazione del farmaco o con l’indagine strumentale diagnostica o con l’intervento per cui il consenso è reso necessario. In Italia il consenso è necessario in forma scritta solo quando si dona o si riceve sangue, quando si partecipa ad una sperimentazione di un farmaco o quando si eseguono accertamenti per l’infezione da HIV. Per tutte le altre procedure (comprese quelle odontoiatriche) non è necessario il consenso scritto da parte del paziente,ma vi è sempre l’obbligo da parte del medico di rendere edotto il paziente circa le procedure che verranno eseguite e le eventuali conseguenze che da tali procedure ne possono derivare.
Corona dentale
Comunemente chiamata “capsula”, è un manufatto protesico che ha lo scopo di coprire un elemento dentario che ha una radice all’interno dell’osso sana, mentre la sua parte esterna all’osso è andata incontro a processi patologici, come la carie, che ne hanno distrutto una parte considerevole. Il primo materiale che venne utilizzato per ricostruire i denti fu l’avorio, per quanto poroso e poco igienico, poi nel 1774 in Francia per la prima volta venne utilizzata la porcellana. Un’altra evoluzione importante si ebbe negli anni ‘60, quando venne aggiunta alla porcellana un rinforzo con vetro feldspatico e allumina. Questo nuovo composto permetteva di ottenere un composto finale più robusto e resistente. Nel corso degli anni vennero comunque fatte ulteriori modifiche per migliorare tali caratteristiche. Attualmente vengono utilizzati manufatti con combinazione di metallo-ceramica, di cui il metallo fornisce la resistenza meccanica necessaria, mentre la ceramica risponde alle esigenze estetiche.
Curettage
Termine attraverso il quale si intende l’asportazione di tessuto gengivale infiammato. Viene effettuato per mezzo di strumenti manuali che prendono il nome di Curettes, dotate di un margine tagliente. Tale procedura è stata originariamente concepita per promuovere la formazione di un nuovo attacco gengivale all’elemento dentario. Attualmente si è riscontrato che questa procedura chirurgica non apporta nulla di aggiuntivo alla procedura di levigatura radicolare, che comunque deve essere eseguita in contemporanea per l’asportazione di batteri, biofilm, calcoli e detriti dalla superficie radicolare del dente. Pertanto l’Accademia Americana di Parodontologia (American Accademy of Periodontology) non ha inserito tale procedura terapeutica nelle linee guida per il trattamento della parodontite cronica.
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D
Denti Storti
Con il termine di “denti storti” si intende un disallineamento dentale. I disallineamenti possono configurarsi con accavallamento di alcuni elementi dentari, soprattutto nelle zone anteriori, per i quali il trattamento risulta essere di tipo ortodontico. Un altro tipo di disallineamento è rappresentato dallo sventagliamento degli incisivi anteriori verso l’avanti, la cui causa risulta essere una parodontopatia.
Dentifricio
Il dentifricio è una sostanza chimica che serve come coadiuvante per l’igiene orale domiciliare. Caratteristiche importanti che devono avere tutti i dentifrici è la loro concentrazione di fluoruro di sodio. Il fluoro è molto importante perché penetra negli strati più superficiali dello smalto dei denti e si lega ai cristalli di idrossiapatite formando cristalli di fluoro apatite, che risulta essere più resistente all’ambiente acido del cavo orale, e dunque più resistente alla carie.
Devitalizzazione
La devitalizzazione è un intervento odontoiatrico che mira all’asportazione di tutta la polpa dentaria (vasi e nervi all’interno del dente). Tale procedura è richiesta quando la polpa stessa è infiammata (pulpite), oppure quando i vasi ed i nervi che portano nutrimento e sensibilità al dente stesso (polpa dentaria) sono andati incontro ad un processo necrotico con possibile formazione di un granuloma periapicale (infiammazione cronica all’apice del dente). Durante la devitalizzazione i canali del dente devono essere puliti e sagomati in modo tale da asportare tutti i detriti al suo interno e procedere all’otturazione dei canali per evitare infezioni postume.
Disinfezione
Con il termine disinfezione si intende l’uccisione di tutti i microbi patogeni che sono presenti o che si presume possano essere preseti su di un substrato o su di una superficie. Esistono numerosi agenti disinfettanti, sia chimici che fisici. A differenza della sterilizzazione che si prefigge la distruzione di tutti i microbi, la disinfezione ha l’immediato scopo di uccidere solo quelli patogeni. Per effetto delle resistenze dei vari patogeni per le loro caratteristiche intrinseche, il disinfettante verrà scelto di volta in volta in base alla necessità ed alle caratteristiche della superficie o del substrato da disinfettare.
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E
Estrazione dentaria
Per estrazione dentaria si intende la procedura chirurgica atta a togliere un elemento dentario dal proprio alveolo (cavità ossea all’interno della quale sono alloggiate le radici del dente). Tale procedura viene effettuata quando non sono attuabili tutte le altre procedure di cura del dente, pertanto è mantenuta come ultima scelta terapeutica. Nella maggior parte dei casi risulta semplice e priva di complicazioni (estrazione semplice), ma in alcuni casi possono esserci problematiche derivanti da difficoltà anatomiche come nel caso di denti inclusi nell’osso (non erotti in arcata) oppure posizionati in modo scorretto rispetto agli standard fisiologici (più frequente nei denti del giudizio inferiori), ed in questo caso si parla di estrazione complessa.
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F
Farmaco
Viene definito farmaco un preparato farmaceutico che determina una precisa azione nell’organismo umano, oppure agisce su di un processo biologico od enzimatico. I farmaci sono utilizzati in medicina a scopo terapeutico o preventivo.
Filo interdentale
Il filo interdentale è un presidio indispensabile per la corretta igiene orale domiciliare. Il suo uso quotidiano permette di eliminare i depositi di placca dentaria negli spazi compresi tra il dente e la papilla interdentale (porzione di gengiva che si trova tra un dente e quello adiacente). In commercio ne esistono differenti qualità, da quelli a sezione rotonda, a quelli a sezione ellissoidale ed infine quelli provvisti di una estremità più rigida che permette di completare in modo corretto l’igiene orale dove ci sono protesi dentarie di tipo fisso (ponti odontoiatrici).
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G
Ganci
Le protesi parziali removibili vengono all’interno del cavo orale per mezzo di ganci che si appoggiano (abbracciando) gli elementi dentari residui. I ganci utilizzati possono essere in acciaio (definiti ganci “a filo”) il cui manufatto protesico è interamente costituito in resina con dei piccoli e sottili ganci in acciaio. Una protesi removibile così costituita è utilizzata come provvisoria in attesa del confezionamento di quella definitiva, costituita invece da un’anima in metallo fuso (normalmente cromo-cobalto) su cui vengono montati le parti estetiche in resina, ed i ganci in questo caso vengono chiamati “fusi” perché fanno parte della struttura protesica metallica. I ganci “fusi” sono più precisi e resistenti di quelli “a filo”.
Gengivite
Con il termine di gengivite si intende un’infiammazione alle gengive. La gengivite è un processo che nella maggior parte dei casi ha eziologia batterica per accumulo di placca e tartaro in corrispondenza del punto di passaggio tra denti e gengiva. Solitamente si presenta in questo caso da gengive eritematose (rosse) ed edematose (gonfie) che tendono al sanguinamento a volte anche spontaneo oppure durante le normali manovre di igiene orale domiciliare. Meno frequenti, ma possibili, i casi di gengivite di origine chimica od immunitaria. La gengivite placca indotta è un processo flogistico reversibile con la sola rimozione della causa eziologica senza lasciare sequele, ma se tale causa non viene allontanata (con sedute di igiene orale professionale) allora è possibile la sua evoluzione in parodontite, la cui regressione lascia sequele.
Granuloma
Il granuloma è un tipo particolare di infiammazione cronica che mette in atto il nostro organismo quando sono presenti alcuni tipo di agenti patogeni. Per la sua cronicità il granuloma tende ad assumere una conformazione abbastanza ordinata, infatti al centro della masserella ben delimitala si può trovare l’agente patogeno causa stessa della reazione infiammatoria, intorno al quale si trova uno strato di cellule macrofagiche deputate all’eliminazione del patogeno, che però non riescono nel loro compito, introno a queste si trova un infiltrato di plasmacellule come espressione di una reazione del nostro sistema immunitario ed all’esterno di questa masserella ci sono fibroblasti, che producono connettivo, il tessuto che conferisce la delimitazione netta tra il granuloma ed il tessuto sano circostante.
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H
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I
Impianto
L’implantologia è una procedura chirurgica attraverso la quale è possibile sostituire un elemento dentario mancante (per estrazione o per agenesia) attraverso una riabilitazione protesica fissa. L’impianto viene inserito nell’osso alveolare, e su di esso viene poi confezionata una corona dentaria. Nel corso degli anni gli impianti hanno assunto le forme più differenti e diversi materiali a seconda delle conoscenze del periodo. Allo stato attuale la ricerca scientifica ha stabilito che la conformazione migliore in termini di predicibilità e sopravvivenza sia quella che simula più fedelmente la radice naturale di un dente, con una superficie avvitata per permettergli di raggiungere la stabilità meccanica al fine di ottenere l’osteointegrazione. Il materiale utilizzato è il titanio, grazie alle sue proprietà meccaniche ed alla sua inerzia nei confronti del materiale biologico in cui è immerso.
Infezione
Per infezione si intende la penetrazione e la moltiplicazione di micro-organismi (batteri, virus, protozoi e miceti) all’interno di un macro-organismo (uomo o animale). Non tutte le infezioni sono “manifeste” (con presenza di sintomi clinicamente evidenziabili), ma possono anche essere “abortive” con presenza di leggeri sintomi clinici, oppure “muta” in totale assenza di sintomatologia clinica. A seconda della localizzazione dell’infezione, dell’agente eziologico (causale), e dello stato di efficienza del sistema immunitario le manifestazioni cliniche possono essere differenti, oppure sovrapporsi. Non infrequente nel cavo orale può esserci anche una coesistenza di infezioni batteriche e micotiche.
Intarsio
Un intarsio è il restauro di un elemento dentario per mezzo della ricostruzione di parte della sua corona, con un materiale estraneo, fabbricato artigianalmente ad hoc. La scelta di effettuare un intarsio rispetto ad una otturazione può essere l’eccessiva estensione della cavità dopo la pulitura dalla corona cariata del dente. Gli intarsi possono essere fabbricati in diversi materiali, come l’oro (il più antico, ma ancora il migliore dal punto di vista funzionale), la ceramica o le resine composite (materiali più recenti che vengono incontro alle esigenze estetiche).
Intervento chirurgico parodontale
Le manovre chirurgiche sul parodonto sono essenzialmente tre: la levigatura definita “a cielo aperto”, la chirurgia rigenerativa e la chirurgia resettiva. La levigatura “a cielo aperto” si prefigge di andare ad asportare il tartaro sottogengivale e la parte più superficiale del cemento radicolare (tessuto che costituisce la radice del dente) previa apertura di un lembo mucoso. La chirurgia rigenerativa ha lo scopo di andare a stimolare la rigenerazione di osso intorno ai denti (dove ciò è possibile in base a determinate condizioni cliniche), mentre la chirurgia nella resettiva parti di osso adiacenti al dente vengono asportate (nelle sedi che non sono suscettibili alla metodica precedente) al fine di impedire i continui depositi di placca e tartaro sottogengivale.
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L
Lembo mucoso
Il lembo mucoso, utilizzato in odontoiatria, è una porzione di epitelio che viene scollato dalla mucosa circostante, per buna parte del suo perimetro, al fine di raggiungere le strutture sottostanti durante alcune manovre chirurgiche. Il lembo non deve mai essere completamente staccato dalla mucosa circostante, bensì deve preservare una base di impianto che gli serve come fonte per la sua vascolarizzazione e innervazione. Al termine dell’intervento viene riposizionato nella sede originale. Unica eccezione in odontoiatria riguarda il lembo libero connettivale utilizzato per la ricostruzione di recessioni gengivali, il quale non preserva il peduncolo dal quale trarre nutrimento e innervazione.
Lesioni orali precancerose
Alcune lesioni benigne che colpiscono il cavo orale vengono definite “precancerose” per il loro rischio di evolvere in cancro della bocca. Ne esistono diverse e diversa è la possibilità di ognuna di trasformarsi in cancro. Tali lesioni possono presentarsi come macchie sulla mucosa che possono assumere colore bianco, rosso o bianco e rosso, prendendo rispettivamente il nome di leucoplachia, eritroplachia ed eritroleucoplachia. Altre volte le lesioni possono essere rilevate rispetto al piano della mucosa orale assumendo un aspetto papilliforme, come nel caso della leucoplachia verrucosa proliferativa.
Levigatura
Con il termine levigatura si intende la procedura chirurgica attraverso la quale il medico asporta il tartaro al di sotto della gengiva clinicamente visibile e la parte più superficiale di cemento radicolare al fine di arrestare il processo di parodontite in atto. Tale procedura viene effettuata per mezzo di particolari attrezzi chirurgici (curettes). Tale procedura può essere eseguita “a cielo coperto” oppure “a cielo aperto”, la cui differenza risiede nella apertura di un lembo mucoso che viene eseguito nella seconda manovra.
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M
Membrane parodontali
Le membrane sono fogli di collagene che vengono comunemente utilizzati come ausilio nella chirurgia parodontale rigenerativa. Le due facce delle membrane sono differenti per i diversi scopi a cui sono adibiti, infatti una parte favorisce l’integrazione ossea grazie alla sua superficie porosa, mentre la parte lucida è una superficie adeguata per facilitare l’adesione e la guarigione dei tessuti epiteliali.
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N
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O
Otturazione
Con il termine otturazione si intendo una ricostruzione di una parte della corona dentale a seguito della sua asportazione durante le manovre di odontoiatria conservativa ed endodontica eseguita dal medico direttamente sul paziente. Esistono due tipi di otturazione: in amalgama ed in materiali compositi. Le otturazioni in amalgama oggi non vengono quasi più eseguite a causa della presenza di mercurio in questo materiale e per il colore che non risponde alle esigenze estetiche. I materiali compositi grazie alla fabbricazione di differenti colori permettono di eseguire otturazioni mimando la porzione di dente residuo.
Overdenture
Sistema costituito da una protesi dentaria rimovibile stabilizzata tramite attacchi su uno o più denti naturali, radici e/o impianti endossei. L’overdenture può essere facilmente rimossa e reinserita dal paziente per l’igiene quotidiana e nello stesso tempo, rispetto alla protesi tradizionale, possiede una maggiore stabilità.
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P
Parodontite aggressiva
La parodontite aggressiva è una forma di parodontite a rapida progressione e particolarmente distruttiva. Esiste una forma localizzata che colpisce prevalentemente soggetti in età puberale, mentre la forma generalizzata colpisce principalmente i giovani adulti, ma anche pazienti più anziani
Parodontite cronica
La parodontite cronica è la forma di parodontite più diffusa; essa è caratterizzata da infiammazione gengivale, sanguinamento al sondaggio, perdita di attacco con formazione di tasca gengivale e riduzione dell'osso alveolare.
Perno moncone
Il perno moncone è una struttura in metallo (oro o altre leghe) o altri materiali (fibra di carbonio, fibra di vetro) che viene posizionata all’interno del canale pulpare dopo aver rimosso la polpa dentaria. Il perno può essere prefabbricato o preparato dal laboratorio dopo aver preso un’impronta della porzione residua del dente. In entrambi i casi la funzione del perno moncone è di servire come ancoraggio per una corona artificiale.
Ponte
È una protesi dentale di tipo fisso (vedi definizione) ossia cementata, avvitata o ancorata con altre modalità a denti naturali, radici dentali e/o impianti e non può essere rimossa dal paziente. È costituito da due o più corone (vedi definizione), in base al numero di denti mancanti.
Prevenzione
Insieme di azioni e provvedimenti finalizzati ad impedire o ridurre il verificarsi di eventi non desiderati. In odontoiatria gli interventi di prevenzione prevedono l’eliminazione o la riduzione dei fattori di rischi responsabili delle patologie al cavo orale. Misure di prevenzione per le patologie del cavo orale sono ad esempio le visite di controllo periodiche, una corretta igiene orale, l’impiego di dentifrici al fluoro, la somministrazione di fluoro ai bambini e alle donne in gravidanza, l’eliminazione dell’abitudine al fumo.
Protesi fissa
È la branca della protesi che si occupa della sostituzione degli elementi dentari con dei manufatti (corone, ponti) che non possono essere rimossi dal paziente.
Protesi provvisoria
È una protesi fissa o rimovibile allestita per sostituire gli elementi dentali mancanti, per un periodo di tempo limitato. Successivamente, verrà sostituita dalla protesi definitiva. Oltre a riabilitare il paziente dal punto di vista estetico e funzionale, questo tipo di protesi è d’aiuto nella preparazione del piano di trattamento o serve come modello per la preparazione del manufatto definitivo.
Protesi removibile
È la branca della protesi che si occupa della sostituzione degli elementi dentari con dei manufatti (protesi removibili) che il paziente può rimuovere per l’igiene quotidiana.
Protesi removibile parziale
Manufatto che reintegra la parziale perdita dei denti e dei tessuti di sostegno annessi. La funzione masticatoria e gli aspetti estetici vengono ripristinati, preservando e mantenendo le strutture presenti (denti residui, tessuti mucosi e parodontali, articolazione temporo-mandibolare).
Protesi removibile totale
Manufatto che reintegra la totale perdita dei denti e dei tessuti di sostegno annessi. La funzione masticatoria e gli aspetti estetici vengono ripristinati preservando e mantenendo le strutture presenti (tessuti mucosi, muscolari, articolazione temporo-mandibolare)
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Q
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R
Resine
La resina è un materiale sintetico che oltre a far parte della composizione dei materiali compositi e degli adesivi,viene utilizzata in odontoiatria nella preparazione delle protesi rimovibili.
Rigenerazione tissutale guidata
In parodontologia lo scopo della chirurgia rigenerativa è ottenere un guadagno di tessuto di supporto attorno ad elementi dentari gravemente compromessi dalla malattia parodontale.
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S
Sbiancamento
Procedura chimica che modifica il colore dei denti rendendoli più bianchi. I principi attivi più utilizzati per sbiancare i denti sono il perossido di idrogeno e il perossido di carbammide.
Scovolino
Lo scovolino è uno spazzolino per l'igiene degli spazi interdentali che è indicato per la detersione di spazi interdentali particolarmente ampi e per rimuovere la placca batterica che si deposita al di sotto degli elementi di una protesi fissa. È composto da un’anima di plastica o metallo, in cui sono inserite delle setole artificiali disposte a spirale o a raggiera in forma cilindrica o conica. Esistono diverse misure ma è necessario scegliere quelle adatte alle dimensioni degli spazi interdentali. Lo scovolino deve entrare facilmente nello spazio interdentale con una leggera spinta, senza che ci sia pressione tra filo metallico e dente. Si inserisce nello spazio interdentale con una leggera inclinazione: dal basso verso l’alto per l’arcata inferiore e dall’alto verso il basso per quella superiore e si effettuano movimenti orizzontali di "va e vieni", mantenendolo bene aderente alla superficie dei denti.
Spazzolino
Strumento che serve per rimuovere la placca batterica. Lo spazzolino per essere efficace deve avere caratteristiche ben specifiche: il manico diritto, una testina che raggiunga facilmente ogni parte della bocca e setole sintetiche con punte arrotondate. Le setole naturali, in voga fino a qualche anno fa, sono controindicate perché hanno punte frastagliate che rischiano di irritare le gengive, oltre a trattenere batteri sulla loro superficie. Le setole dello spazzolino devono essere integre, di pari lunghezza e perfettamente dritte. Non appena perdono queste caratteristiche, quando cioè appaiono piegate e deformate, ogni 2 mesi circa di uso regolare, lo spazzolino deve essere cambiato.
Sterilizzazione
Processo chimico o fisico che porta all’eliminazione di qualunque microrganismo, sia patogeno che non, comprese le spore e i funghi. I vari metodi di sterilizzazione distruggono i microrganismi provocando l'alterazione letale di alcune loro componenti essenziali; in particolare la sterilizzazione determina la denaturazione delle proteine e degli acidi nucleici e la degradazione di componenti della membrana basale e della parete cellulare.
Stomatiti
Termine generico che indica un’infiammazione delle mucose che rivestono il cavo orale.
Sutura
Procedura che avvicina i margini di una ferita rendendoli solidali. Costituisce uno dei momenti principali di un intervento tanto da condizionarne spesso gli esiti. La sutura infatti agevola i processi cicatriziali rendendo possibile una più rapida guarigione per prima intenzione, ostacola la contaminazione del sito chirurgico da parte dei microrganismi e ha un effetto emostatico
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T
Toronto Bridge
Protesi fissa avvitata su impianti.
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U
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V
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Z
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